La bellezza dei navigli con le caratteristiche Osterie e Ristoranti


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Il tour dei Navigli con tappe nelle osterie

Il tratto tra Milano e Gaggiano è forse uno dei tratti più interessanti dei possibili percorsi lungo i navigli.

Nei circa dieci chilometri che separano la Darsena dal centro di Gaggiano di cose da vedere ce n'è davvero molte, e le soste a volte diventano irrinunciabili. Chi preferisce fare le cose con calma può persino salire sul battello che ogni domenica serve questo tratto. Lungo il canale si trovano fornaci, filature, tintorie, concerie, cartiere sorte sul finire del XIX secolo.

Il quartiere ticinese, da dove parte il nostro percorso, è un tipico quartiere di ringhiera dove le case sono rimaste inalterate negli anni. Questa un tempo era una zona popolare, animata da mercati e negozietti. Ora è diventata una zona molto in, frequentata da artisti, modelle, universitari e giovani rampolli della società bene. Ma l'atmosfera che si respira è unica, poiché di fianco a locali di tendenza ci sono ancora le ultime botteghe artigianali, i cortili delle case risplendono spesso di colori accesi e curiosando qua e là si può certamente scorgere qualche pittore concentrato sul lavoro.

Alle rive dei Navigli vivevano lavoratori e artigiani. Oggi i laboratori artigianali e antichi lavatoi, coperti di tetti di legno ricordano di una Milano scomparsa.

Di colpo il paesaggio cambia: stiamo attraversando l'area dismessa dell'ex fabbrica di porcellane Richard Ginori. Un complesso monumentale, lungo quasi un chilometro, e che affascina per via di quell'aria sinistra fatta di vetri rotti, camini spenti e ferro arrugginito. Un tempo, assieme alla Veglia Borletti, era l'orgoglio della Milano che lavora.

Le prime osterie qui sono nate grazie agli artisti e agli operai che di giorno lavoravano alacremente, chi dipingeva e chi batteva il martello, poi la sera facevano baccano assieme.

Si passa oltre e, dopo un paio di chilometri di campagna, si arriva a Gaggiano. Un tempo era il quartiere dormitorio per gli operai che lavoravano alla costruzione dei navigli. Gaggiano gode da pochi anni di nuovo splendore. Il comune ha infatti ristrutturato tutte le case che si addossano al naviglio, restituendo loro gli antichi colori accesi. Dalla barca che le costeggia lo spettacolo è notevole. Le facciate arancioni, gialle, rosse, si riflettono nell'acqua e l'acqua le fa brillare. Per lo sviluppo del nucleo storico di Gaggiano, costituito da dimore signorili e case a corte allineate lungo le sponde del Naviglio Grande, fu determinante proprio la presenza di questa importante via d'acqua, che fin dal 1278 venne a collegare l'abitato a Milano.

Rimasto sostanzialmente inalterato fino alla fine dell'ottocento, il centro storico cominciò dapprima ad espandersi verso nord, occupando nei primi decenni del novecento l'area compresa tra il naviglio e la ferrovia.

I navigli sono stati luoghi d'incontro, canali di scambio, linfa per il commercio, fonte d'ispirazione artistica. Oggi rimangono i circoli, le trattorie, gli studi dei pittori che si avvicendano di generazione in generazione, le opere d'ingegneria idraulica come i ponti levatoi, le chiuse e le dighe, a testimoniare e a continuare l'esperienza di secoli

Alzaia naviglio pavese, Alzaia naviglio grande, la Darsena, Ripa di Porta Ticinese, sono forse le zone più vitali della città. Qui ci sono i pub, i locali notturni, le birrerie, i ristoranti e le enoteche.

I giorni di festa non sono rari i mercati dell'antiquariato, del modernariato e dell'arte in generale e i primi giorni di primavera c'è la festa dei fiori, antica tradizione che si ripete ogni anno a confermare, una volta di più, che a Milano la vita comincia sui Navigli.

Il percorso termina qui, ma i navigli proseguono e s'inoltrano nel vigevanese e nel magentino, tra ville, castelli e borghi.


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